Serravalle e dintorni...


CATTURATO UN ENORME PESCE SILURO NEL MANTOVANO
- 25 FEBBRAIO 2015 -
 


Il pesce siluro catturato a Casalmoro. Da La Voce di Rovigo

Casalmoro (MN). A. G. Il mostro del Po sta facendo il giro del mondo. La maxipesca di un esemplare di siluro effettuata dai fratelli Ferrari sul Po in provincia di Mantova, ma a due passi dal Polesine, sta incuriosendo tutti, e il popolo di Facebook si è scatenato con mille domande e opinioni.

Perché, si sa, gli italiani amano discutere su tutto, tanto meglio se si tratta di calcio, motori, amori, e, in questo caso, pesca. Il pesce siluro di 267 centimetri, per 137 chili di peso rappresenta un vero record mondiale della specialità. I gemelli Ferrari, autori della prodezza di giovedì scorso, proprio domani saranno intervistati da una televisione australiana per un programma che si occupa di pesca. Notizia e fotografie, quindi hanno attirato media del settore e non solo.

Il dibattito si è acceso anche sulla stessa tipologia del pesce, e su questo Dino Ferrari non ha dubbi: “E’ un silurus glanis. Il pesce gatto americano non arriva a quelle dimensioni, al massimo raggiunge i 50 chili. Come ho fatto a pesarlo? Con una pesa apposita. Secondo me l’esemplare che abbiamo preso all’amo aveva 30 anni di età, lo dico basandomi su uno scheletro di siluro che avevo visto tempo fa e che aveva 20 anni.

Questi pesci, originari dell’est Europa, possono arrivare anche a 50 anni di età. Sono abbastanza stanziali, nel senso che girano sempre in uno stesso tratto di fiume, si spostano di poche decine di chilometri. Mangiano tutti i tipi di pesci, ma non distruggono l’ambiente fluviale come qualcuno sostiene, fa molti più danni il pesce brem”.

Il gigante del Po, una sorta di balenottera d’acqua dolce, quindi si aggira ancora lungo il fiume, ed ora potrebbe scattare una gara a chi lo avvista prima. Ferrari, che assieme al fratello potrebbe puntare al titolo di pescatore dell’anno, spiega che “per pescare questi giganti di fiume, occorre avere pazienza ma anche resistenza fisica. Noi abbiamo lavorato per oltre mezz’ora con la canna quando l’abbiamo preso all’amo. L’abbiamo stancato, poi tirato verso l’imbarcazione.

Quindi uno dei due l’ha afferrato con le mani, ovviamente protette da guanti, per far passare la speciale lenza in fibra, con punto di rottura di 70 chili, attorno ad una branchia, per poi trainarlo a riva”. I due maghi dello spinning, la tecnica utilizzata per prendere il siluro, dopo aver pesato il pesce lo hanno liberato in acqua, “certo - ammette Dino Ferrari - perché ucciderlo. Noi siamo pescasportivi, peschiamo per passione.

E non è escluso che magari fra un anno riusciamo a pescarlo nuovamente”. Ma a quel punto sarà ancora più gigantesco “perché questi siluri crescono continuamente, quello da noi pescato potrebbe arrivare a quasi tre metri di lunghezza. Ma di siluri rispetto a qualche anno fa ce ne sono molti meno nel Po. I bracconieri hanno diminuito la loro presenza”. E proprio quella del bracconaggio è una vera piaga del Po, attraversata, soprattutto nelle ore notturne da squadroni di bracconieri pronti a pescare siluri utilizzando metodi illegali e danneggiando così le altre specie che vivono nel grande fiume.

E proprio di questo se ne è parlato qualche giorno fa in un convegno organizzato in provincia di Mantova.

La Voce di Rovigo


26.2.15                  Contatore visite