Serravalle e dintorni...

 - COPPARO, "IL GIORNO DEL GIUSTO" -
PERLASCA, L'UOMO CHE SALVO' GLI EBREI DALLA PERSECUZIONE NAZI-FASCISTA
- 5 FEBBRAIO 2015 -
 


Il francobollo dedicato a Giorgio Perlasca
Copparo. Giovedì 5 febbraio alle ore 10, incontro con il figlio di Giorgio Perlasca, l’uomo che salvò più di 5mila ebrei dalla persecuzione nazi-fascista in Ungheria. Il sindaco Nicola Rossi e il presidente del Rotary Club Alfonso d’Este, Giampaolo Lisi incontrano presso la Sala Consigliare della Residenza Municipale Franco Perlasca, figlio di Giorgio, in un ricordo della vicenda che ha caratterizzato la figura di Giorgio Perlasca.

Con un incredibile e eroico colpo di genio Perlasca riuscì a sfruttare i timbri e la carta intestata del consolato spagnolo di Budapest, abbandonato dal vero console richiamato in patria, sostituendosi a esso e redigendo migliaia di falsi documenti per attribuire la cittadinanza spagnola, la cittadinanza di uno stato neutrale “rispettato” dal governo filonazista ungherese, ad altrettanti ebrei che stavano per essere rastrellati e spediti nei campi di sterminio.

Lo stesso Perlasca si era avvalso della falsa copertura diplomatica per evitare di essere arrestato a sua volta dalla polizia nazista ungherese che lo ricercava, su mandato di quella italiana, per non aver aderito alla Repubblica Sociale di Mussolini dopo l’8 Settembre del 1943 (pur essendo stato in precedenza un fascista convinto e aver combattuto in Spagna per Francisco Franco; per questo era stato accolto nel consolato spagnolo e dotato inizialmente di un “vero” salvacondotto).

Oltre a strappare 5.200 ebrei dalla deportazione, pare che Perlasca sia riuscito anche a evitare l'incendio del Ghetto di Budapest, che era stato pianificato dal regime filonazista ungherese nell'imminenza dell'arrivo delle truppe sovietiche, salvando così altri 60mila ebrei.
Ci sarebbe riuscito minacciando le stesse autorità di ritorsioni legali ed economiche sui “3000 cittadini ungheresi abitanti in Spagna” (in realtà poche decine, ma il bluff ebbe comunque effetto).

Rientrò in Italia, riprese una vita normale nella sua Padova, e non parlò mai con nessuno di ciò che aveva fatto in Ungheria.

La vicenda di Perlasca venne conosciuta solo 40 anni dopo, nel 1987, quando un gruppo di donne ebree che egli stesso aveva salvato riuscirono finalmente a rintracciarlo riconoscerlo. Per anni l’avevano cercato in Spagna, convinte che il loro salvatore fosse di quella nazionalità (prova di quanto convincente fosse stato il bluff messo in scena dallo stesso Perlasca). Il 23 settembre 1989 fu insignito da Israele del riconoscimento di Giusto tra le Nazioni.

Giorgio Perlasca – che ha sempre affermato che il suo era stato un gesto umanitario che non c'entrava nulla con la politica, e dopo la guerra aveva continuato a vivere un'esistenza del tutto normale, come se niente fosse stato – è morto a Padova nel 1992, all'età di 82 anni, per un attacco di cuore. Un grande cuore di cui il figlio Franco continua a far sentire i battiti ancora oggi, tramite una Fondazione intitolata al padre, che ne conserva la memoria e soprattutto propaga il messaggio che anche il coraggio di un solo uomo può cambiare e salvare il mondo.



Il programma del “Giorno del Giusto” con Franco Perlasca - Giovedì 5 Febbraio:

Copparo
· Ore 10.15 – SALA CONSILIARE – Saluto del Sindaco e dell’Amministrazione
· Ore 11.00 – SCUOLE MEDIE – Incontro-lezione con studenti ed insegnanti sul tema “Giorgio Perlasca, l’esempio della vita di un Giusto”.

Ferrara
· Ore 18.00 – MEIS - MUSEO NAZIONALE DELL’EBRAISMO e DELLA SHOAH – via Piangipane – Incontro con autorità cittadine, rappresentati della Comunità Ebraica, presidenti dei Rotary Club dell’Area Estense - Visita al museo guidata dall’Assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, Massimo Maisto.
· Ore 20.00 – SALA SAN FRANCESCO – ROTARY CLUB dell’AREA ESTENSE – Conviviale di Gala con la partecipazione del Governatore del Distretto Rotary 2072 San Marino-Emilia Romagna, Ferdinando del Sante, ed autorità civili e militari. Tema della serata: “GIORGIO PERLASCA, la genialità di un uomo comune di inventarsi eroe” – Relatore: il figlio, Franco Perlasca

 


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