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LA POLIZIA PROVINCIALE DENUNCIA DUE CACCIATORI
- 14 GENNAIO 2015 -


Sequestro armi - Archivio Polizia provinciale

Due cacciatori di Comacchio sono stati segnalati dalla Polizia provinciale all'autorità giudiziaria: sono stati sorpresi in zona pre-Parco con un richiamo acustico e un fucile con cinque colpi, rispetto ai tre consentiti.

Alle due doppiette, spiega la Provincia, è stato contestato, in concorso fra loro, il reato di caccia con l’uso di richiamo, la cui sanzione penale prevede un’ammenda fino a 1.500 euro, oltre a otto settimane di sospensione dell’esercizio venatorio nell’area pre-Parco.

Per uno dei due è stato contestato anche l’illecito di caccia con mezzi vietati, che prevede una multa aggiuntiva fino a 1.500 euro.

La pattuglia degli agenti provinciali ha preso servizio alle prime luci dell’alba e, dopo essersi inoltrata nel cuore delle valli lagunari a bordo di un’imbarcazione e agevolata dalla fitta nebbia, ha raggiunto la tina nella quale erano appostati i due mentre stavano usando il richiamo acustico.

Tempestivo è stato l’intervento, commenta la Polizia provinciale. Un’agente è saltato velocemente dalla prua della barca dentro l’appostamento di caccia, ponendo fine all’uso del richiamo vietato dalla legge, perché attira in maniera ingannevole i volatili e penalizza quei cacciatori che invece usano mezzi leciti.

Sia le armi che lo strumento sono stati sequestrati e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria. Del secondo, in particolare, è prevista la confisca e la distruzione.

“Ringrazio i colleghi – dice al termine dell’operazione il comandante della Polizia Provinciale, Claudio Castagnoli – per un servizio durato molte ore in un ambiente non facile e nello stesso tempo da preservare nei propri fragili equilibri, con lo scopo di affermare legalità e rispetto delle regole da parte di tutti, cacciatori compresi”.
 

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