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IL PIU' GRANDE RECUPERO DI RETI ABUSIVE DA PESCA MAI AVVENUTO A FERRARA
- COMUNICATO DEL COMANDANTE DELLA POLIZIA PROVINCIALE CLAUDIO CASTAGNOLI -


Il comandante Castagnoli

Agenti della Polizia Provinciale
Il più grande recupero reti abusive da pesca mai avvenuto a Ferrara
4 chilometri di tramagli e 3 tonnellate e mezzo di pesce liberato
Polizia Provinciale, Carabinieri e Consorzio di bonifica: il più grande recupero di reti abusive in provincia di Ferrara
 
 
Agenti della Polizia Provinciale, durante un servizio notturno mirato al contrasto del bracconaggio della pesca all’interno delle valli del Mezzano, procedendo a fari spenti grazie al chiarore della luna, notavano l’assenza del lucchetto sulla sbarra posta per interdire l’accesso motorizzato ai non autorizzati alla sommità arginale del Canale Circondariale Bando Valle Lepri.

Imbattutisi in un furgone in sosta sull’argine del suddetto canale, notavano la presenza di un uomo che dormiva o molto probabilmente fingeva di dormire. Mentre si procedeva alla sua identificazione ed a sanzionarlo per una violazione al CdS ed alla zona in cui era dove non poteva accedere con un furgone, già pagate per 80 €, gli Agenti udendo la sirena di allarme del vicino Centro operativo del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, si mettevano in contatto con il responsabile del Centro operativo, che aveva già provveduto ad avvertire, sul numero di emergenza 112, i Carabinieri del Comando Compagnia di Portomaggiore per la probabile fuga di alcuni complici della persona fermata. Poiché a pochi metri dal furgone in sosta personale della Polizia Provinciale avevano notato numerosi galleggianti in acqua, chiamavano in soccorso una seconda pattuglia, con la barca, per poter effettuare il recupero delle reti.

Avvertiti dal responsabile del Centro Operativo del Consorzio, i Carabinieri si ponevano all’inseguimento di un furgone, allontanatosi a fari spenti e a forte velocità in direzione della S.S. Romea, intercettandolo all’altezza dell’abitato di Mesola sempre da militari dell’Arma.

La Polizia Provinciale, coadiuvata dal responsabile del Centro Operativo del Consorzio e da altri due dipendenti del Consorzio, provvedeva dunque al recupero e relativo sequestro di 4 km di reti abusive, per un valore di oltre 4.000 euro. Nei tramagli calati in acqua, vi erano intrappolati circa 3,5 tonnellate di pesce di diverse specie, tra cui un 70% di Carpa argentata o Temoli russi, un 15% di Siluri, un 10% di Carpe ed il rimanente di altre specie sempre alloctone.

Le operazioni di recupero degli attrezzi utilizzati per la pesca abusiva - reti, numerosi sacchi di grandi dimensioni ed un gommone di tre metri di lunghezza - nonché di liberazione di tutto il pesce ancora vivo, sono durate dalle 2 di notte sino alle 11 del mattino. Le reti erano state posate senza essere opportunamente fissate alla riva e, nel caso di accensione delle pompe per il sollevamento delle acque, la corrente creata le avrebbe sicuramente risucchiate, vistane l’enorme quantità, provocando il blocco delle pompe con danni per non meno di centomila euro.

Continua sempre più alacremente l’impegno sinergico delle Forze dell’Ordine operanti sul territorio per contrastare il fenomeno della predazione delle specie ittiche nelle acque del territorio ferrarese e per il rispetto della legalità. Ricordiamo infine il 112 numero di pronto intervento a livello Europeo.

Comunicato a cura del comandante della Polizia provinciale Claudio Castagnoli - 10 dicembre 2014


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