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SERRAVALLE, IL NUOVO PROPRIETARIO DELLA CASA DI RIPOSO CAMBIA IL CONTRATTO DI LAVORO
Fp Cgil e Fiascat Cisl: "Condizioni peggiorative per le 58 lavoratrici"
 


La casa di riposo di Serravalle

Serravalle. Il futuro delle 58 lavoratrici della Casa Protetta “A. Capatti” di Serravalle sarà con una nuova società, la cooperativa sociale a responsabilità limitata Mons. Jòzsef Zàgon con sede legale a Villafranca di Verona, ma secondo i sindacati già non si presenta roseo.

Un trasferimento di proprietà già temuto da Fp Cgil e Fiascat Cisl che avevano denunciato i possibili rischi conseguenti alla trasformazione, al passaggio dal vecchio proprietario, la congregazione religiosa Casa Generalizia Piccole Suore della Sacra Famiglia, alla nuova cooperativa. Rischi che secondo le due organizzazioni di categoria si starebbero già concretizzando con la firma, da parte delle lavoratrici, dei nuovi contratti di lavoro.

“Si passa – spiegano – da un Ccnl di miglior favore a uno meno remunerativo, ovviamente per le lavoratrici, e si cancella la loro storia lavorativa e, per incidere ulteriormente sui margini di profitto aziendale, ogni contratto viene trasformato da tempo pieno a tempo parziale”. “Leggere poi che l’orario di lavoro “è stato definito sulla base delle reciproche esigenze, personali per il lavoratore e tecnico-organizzative per il datore di lavoro” potrebbe arrivare ad apparire quasi umiliante”, aggiungono Cristiano Zagatti di Fp Cgil e Luca Benfenati di Fiascat Cisl. “Se poi viene specificato che “tutto ciò viene definito come clausola di miglior favore anche in deroga ad eventuali articoli del Ccnl, Ccrl e Ccpl in vigore o ad articoli che verranno inseriti nei futuri rinnovi…” l’umiliazione prende forma”.

Per le lavoratrici sembrerebbe non andare meglio in tema di riposi settimanali “dove il datore di lavoro tenta di scaricare la propria responsabilità gestionale sulle dipendenti in una riga: “Lei dichiara di rispettare il limite settimanale di Legge di 48 ore e di effettuare i riposi giornalieri e settimanali previsti dalla norma””. “Dopo questo furbesco passaggio – commentano Zagatti e Benfenati – il datore di lavoro scrive che “ci riserviamo la facoltà di richiedere lo svolgimento di prestazioni supplementari e/o straordinarie …il lavoratore dichiara di accettare …”. Tra i documenti da firmare affianco alla lettera di assunzione sembra comparire anche una nota di presa di distanza dalle Organizzazioni Sindacali e di encomio al nuovo datore di lavoro. Se così fosse ci troveremo di fronte ad una situazione ben lontana dal libero consenso delle lavoratrici”.

“Viste le ricadute salariali di questa operazione – concludono – non è difficile comprendere le ragioni di tener a distanza e delegittimare chi prova a tutelare il mondo del lavoro, ma anche ai più distratti lettori apparirà chiara la situazione di debolezza e ricattabilità di queste lavoratrici voluta e sostenuta da troppi soggetti”.


22.11.14              Contatore visite