Serravalle e dintorni...

 

SERRAVALLE: L'INTERVENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE PER CONTRASTARE L' "ONDA NERA" DEL FIUME LAMBRO
(27 FEBBRAIO 2010)

 

Personale della Protezione Civile in attesa di ordini
Personale della Protezione Civile in attesa di ordini

Il camioncino contente le barriere anti inquinanti
Il camioncino contente le barriere anti inquinanti
La barca che tira la barriera nel Po di Goro
La barca che tira la barriera nel Po di Goro
La gente in attesa degli eventi
La gente in attesa degli eventi
La grande chiatta che dovra contenere gli inquinanti
La grande chiatta che dovrà contenere gli inquinanti
Una barca tira le barriere da una sponda all'altra del Po di Goro
Una barca tira le barriere da una sponda all'altra del Po di Goro

Serravalle. Come ormai noto dalle notizie derivanti dalle fonti di informazioni nazionali, il 23 febbraio alle ore 3.00 veniva liberato, dolosamente, da una raffineria ufficialmente chiusa nei pressi di Milano e affacciata sul fiume Lambro una enorme quantità di gasolio e derivati che in un primo momento veniva indicato con circa 9.000 quintali e che poi, man mano, diminuiva fino ad arrivare a 4.000. Almeno così dicono i giornali. Una quantità comunque rilevante e che ha interessato da subito tutta la valle del Po in quanto il Lambro si immette nel Po e il Po, come si sa, attraversa tutta l'Italia settentrionale. Da questo può derivare un disastro ambientale che se non viene fermato in tempo potrebbe condizionare la vita di milioni di persone. Basti pensare alla pesca e alle coltivazioni che prendono l'acqua dal Po e, naturalmente, agli acquedotti che l'acqua del Po la depurano. Alla data del 27 febbraio la marea di gasolio non è ancora arrivata a Serravalle, anche se non tarderà ormai molto.
Barriere per contrastare l'inquinamento sono state istituite in vari punti del Po ma non sono riuscite a fermarlo. L'operazione compiuta a Serravalle, nei pressi della Porta del Delta è consistita nel chiudere con barriere mobili il corso superficiale dell'acqua che si immette nel Po di Goro convogliando quindi ciò che rimane del gasolio nel vicino Po di Venezia dove saranno pronte strutture atte a fermare, speriamo, gli ultimi residui di quello che pare essere uno dei disastri ambientali peggiori degli ultimi anni.


27.02.2010