Serravalle e dintorni...

SERRAVALLE, GRANDE SICCITA' PER IL FIUME PO
SI SPERA IN UNA GRANDE PIOGGIA
 


 
Serravalle. Qui il Po compie la sua prima diramazione naturale. Po di Goro o Po Piccolo e Po di Gnocca o Po Grande. Ai più esperti, quelli che il Po lo conoscono come le loro tasche, non sta sfuggendo il fatto che il livello sta raggiungendo il minimo storico.

"Una secca che preoccupa e non solo l'agricoltura". Poca pioggia: da anni nel mese di marzo il livello del grande fiume non era così basso. E non saranno di certo le (poche) piogge di questi giorni - qui la pioggia è prevista sucuramente per mercoledì ma forse anche nella tarda serata di oggi lunedì 11 marzo - a risolvere una situazione che giorno dopo giorno si fa più preoccupante tanto che si inizia a parlare già di “rischio siccità”.

E pensare che pochi mesi fa parlavamo di una piena esagerata, quasi preoccupante. E se si guarda a monte la situazione non è migliore: proprio verso la sorgente i livelli sono praticamente estivi, e i laghi iniziano a dare i primi segni di sofferenza.

"Se continua a non piovere - dicono gli esperti - si annuncia una siccità peggiore di quella del 2017". In quel frangente i danni all'agricoltura furono quantificati in 2 miliardi. Le previsioni idrometriche dicono che, il permanere di queste condizioni, entro il 19 marzo la portata del Po nel Piacentino potrebbe scendere a 432 metri cubi al secondo, vicina a quel limite di 400 metri cubi al secondo che viene considerata la “minima”.

A Pontelagoscuro venerdì scorso il livello del grande fiume era ben 5,46 metri sotto la media. Sono dati da piena estate. E i dati forniti da Aipo non fanno che aumentare la preoccupazione.

Gli afflussi al Po nel mese di gennaio sono stati inferiori del 70% rispetto alla media del periodo. E anche febbraio no è andato meglio, con un meno 40%. E a rendere il quadro ancora più preoccupante, c’è un altro dato: quelli di oggi sono in linea con quelli registrati nel 2007, ovvero l’anno passato alla storia come quello della “grande siccità”.

Certo, il tempo per invertire la tendenza c’è ancora, anche se poco. E le conseguenze della siccità iniziano a vedersi anche nel Delta. La portata ridotta del Po provoca la risalita del cuneo salino, con l’acqua salata del mare che ha iniziato la sua risalita lungo l’asta del fiume. Un fenomeno che andrà monitorato fin da subito con la massima attenzione, perché rappresenta probabilmente il rischio maggiore per l’agricoltura.

Senza contare che se il Po sta male, anche gli altri fiumi alpini non se la passano bene. L’Adige, ad esempio, è già passato sotto il livello dello zero idrometrico: due giorni fa era meno 2,08 metri (dati Arpav Veneto) e le previsioni anche in questo caso non lasciano spazio a particolare ottimismo.

E dire che proprio l’Adige, non più tardi di quattro mesi fa, aveva rischiato di mettere in ginocchio il Polesine a causa della sua grande piena.

(l.c.)


11.3.19