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RO FERRARESE, 2019 IN FUGA DAL PD...
 


L'ex giunta di Ro Ferrarese (da La Nuova Ferrara)
Ro. Lo aveva detto chiaramente "NON MI CANDIDO ALLE PROSSIME ELEZIONI AMMINISTRATIVE, MI FACCIO DA PARTE PER IL BENE DI QUESTA COMUNITÀ". Eppure è lì. A battagliare. Perché il "sistema" si è rotto. E annuncia, in buona compagnia, la fuoriuscita dal partito.

Giannini, Occhi e Bui si allontanano da un partito "che non ci rappresenta più". E lo spiegano con “L’esigenza e la necessità per governare il nuovo Comune di Riva del Po, dopo l’ottenimento non scontato del sì alla fusione, è la costruzione di un progetto e di una squadra di governo ampi, civici, partecipati e inclusivi al fine di individuare il candidato sindaco in un gruppo di autorevoli consiglieri, in vista delle prossime elezioni, capace di affrontare i tanti problemi del nuovo Comune e di progettare gli interventi garantiti dall’arrivo delle nuove risorse”.

L'ex sindaco Antonio Giannini, la sua vice Serena Occhi e Stefania Bui, presidente del consiglio comunale del Comune di Ro ed ex vicesegretario del Pd del circolo di Ro dicono che  “si devono coinvolgere il più possibile i rappresentanti della società civile, del mondo professionale, dell’associazionismo e i singoli cittadini per ascoltare ogni proposta e suggerimento relativi a progetti ed aspettative, in una grande operazione di sintesi e di raccolta di disponibilità personali e idee concrete per il nuovo Comune”.

“A Ro, tutto ciò non è così scontato né tanto meno si sta verificando da parte di alcuni dirigenti del Partito Democratico, che probabilmente ritengono la politica una capacità di pochi eletti, senza un’apertura al cambiamento ma soprattutto senza la necessaria condivisione, nonostante in diverse occasioni, nelle sedi opportune, ne sia stata fatta richiesta prima di giungere al confronto con gli amici di Berra”.

“Occorre considerare pertanto che - concludono - se la buona politica mette al centro la comunità e l’interesse pubblico in un progetto ben più ampio, tutto questo non incarna più quelli che sono i nostri ideali in un’espressione democratica di appartenenza ad un partito, di cui siamo stati fondatori. Riteniamo pertanto, in segno di responsabilità, coerenza e rispetto, di dover prendere le opportune distanze da questo partito che non ci rappresenta più se questo è il modus operandi".

Zamboni è Barbieri hanno lasciato il segno.

(da.ma)


7.3.19