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BERRA, MARTA DURINI, QUANDO L'HOBBY DIVENTA UN LAVORO
 


 

 
Berra. A volte può capitare che un hobby diventa un lavoro, per necessità, per caso, per moltissimi motivi. Per Marta Durini di Berra, il passaggio è stato cercato, voluto, inseguito per anni, e da alcuni mesi ha deciso di far diventare lavoro quello che fino a poco tempo fa era un hobby, una virtù, una passione che la segue fin dalla giovanissima età.

Si tratta di Eat Me Lab, un laboratorio casalingo certificato dove prendono forma creazioni di cake design, buffet e sweet table per ogni ricorrenza . Si studiano e si preparano, dolci in questo caso, nella propria cucina di casa.

E’ la stessa Marta a spiegarne le caratteristiche. “Io sono titolare e unica impiegata del laboratorio. Sono da sempre una curiosa cronica che ama sperimentare e coltiva una miriade di hobby; da autodidatta ho unito la mia passione per la cucina agli studi artistici e per una decina d’anni ho creato torte e dolci per la famiglia e gli amici. Un giorno ho deciso di frequentare un corso di pasticceria e decorazione alla scuola di pasticceria Hangar 78, con docenti di altissimo livello come Carmela Moffa, Antonio Capuano, Laura Saporiti, Renato Ardovino e Luca Bernardini. Ed eccomi: ora il mio hobby è diventato un lavoro”.

Ci spieghi meglio. “A volte la cucina di casa mia si trasforma in laboratorio. E’ una possibilità che offre questo lavoro. Non si tratta di una trasformazione del locale ma semplicemente un adattamento, consentito da alcune regole fondamentali”.

Quali sono? “Prima di tutto ci devo essere solamente io e poi bisogna usare attrezzature e ingredienti conformi. Naturalmente anche l’igiene conta quindi pulire, sterilizzare e quant’altro diventa un obbligo ma anche un dovere”.

Un lavoraccio quindi. “Ne più e ne meno di quello che fanno i laboratori, i ristoranti e tutte quelle strutture che confezionano o somministrano alimenti. Unica cosa che sono sempre a casa mia e quindi posso organizzarmi come voglio”.

Difficoltà incontrate nell’aprire l’attività? “Da noi e soprattutto nella nostra provincia non è sviluppata questo tipologia di laboratorio . Ci sono le normative ma essendo stata la prima ad aprire questo tipo di attività in provincia molte cose erano sconosciute a chi doveva rilasciarmi i permessi che hanno dovuto ripassarsi la normativa europea. Tutto apposto comunque”.

Ha fatto tutto da sola o qualcuno le ha dato le dritte per aprire l’attività. “Un grande aiuto mi è arrivato da Imprese Alimentari Domestiche Italia, l’associazione di cui faccio parte e che si avvale dell’aiuto di professionisti molto preparati in materia. Altro aiuto importantissimo è stato l’essermi affidata ad un commercialista che ha creduto in questo progetto ”.

Quali sono i suoi canali per acquisire clienti e vendere. “Per ora la pubblicità me la fanno i clienti, che aumentano ogni giorno, con il passaparola, e tramite i social. Purtroppo il genere di prodotto non si addice ad un trasporto con corriere e quindi mi avvalgo della consegna personale a domicilio, per quanto riguarda il fresco.Per le preparazioni secche come i biscotti effettuo spedizioni tramite corriere in tutta italia”.

Un lavoro che da soddisfazioni. “Doppia. Lavoro e divertimento. Di più non potevo avere”.

Aiutata dalla famiglia? "Mio marito e i bambini mi stanno aiutando tantissimo per la pazienza che hanno. Prima di aprire avevo mille dubbi, ed è stato anche grazie alla famiglia e agli amici che hanno creduto in me, prima ancora che ci credessi io, che ho deciso di fare questo salto".

Traguardi futuri. “Sicuramente corsi e aggiornamenti che ho in mente di fare. Poi, più che un traguardo un sogno, quello di aprire un laboratorio più grande. Ma per ora sono concentrata su questo”.

(l.c.)


5.3.19