Serravalle e dintorni...

COMUNICATO STAMPA DI "UNITI PER BERRA" SULLA FUSIONE TRA RO E BERRA
 


 

 

La Fusione dei Comuni BERRA , RO FERRARESE, un’opportunità!
 

promotori e i favorevoli alle fusioni sgombrino il campo dagli equivoci introdotti dai critici delle fusioni. Per prima cosa, occorre fare chiarezza su cosa siintende, oggi, per Comune, ossia per “forma di governo autonomo cittadino”. In generale, valgono sempre gli elementi costitutivi “classici” e cioè “il territorio” e “la popolazione” per identificare un Comune.

Se il punto di partenza è, quindi, il “territorio” e la sua “popolazione”, bisogna allora intendersi sul significato in chiave moderna da dare ai due elementi. Può il territorio essere inteso solo come una porzione geografica più o meno vasta e la popolazione intesa solo come un insieme di persone affini per nascita e tradizioni? Penso proprio di no. Penso che i due elementi costitutivi territorio e popolazione debbano, innanzitutto, essere intesi in relazione e individuati per caratteristiche qualificanti diverse da quelle geo-fisiche. In soccorso all’individuazione, oggi, l’elemento costitutivo di una comunità, È lo “stato di benessere” o meglio la possibilità di tendere a esso che presuppone l’esistenza di una comunità.

Lo “stato di benessere”, dunque, sia nella sua concezione, sia, nella sua derivazione, come fattore qualificante e istitutivo di una comunità basato su: Servizi, infrastrutture, assistenza, socialità, istruzione, ambiente, beni culturali, attività produttive; sono questi i fattori che concorrono al Welfare complessivamente inteso. Per la buona realizzazione di tutto questo o solo per la rincorsa a tutto questo si ha bisogno, oltre che delle risorse umane e naturali, delle risorse finanziarie e delle buone pratiche gestionali di taglio alle spese “burocratiche” e di ottimizzazione delle risorse economiche da rinvestire sul territorio tali da diminuire la pressione fiscale del cittadino.Resta assodato il fatto, però, che quando i Comuni non hanno le risorseper gli investimenti, sia a causa delle scelte imposte dai livelli superiori di governo sia a causa della mancanza di una vocazione dei Comuni in determinati settori, capaci di attrarre risorse,significa, per loro, essere condannati a una lenta agonia.

Se non si coglie questa opportunità i Comuni specie quelli più piccoli,già affetti da un naturale processo di migrazione, in assenza di opportunità economiche e sociali si troveranno a gestire risorse insufficienti anche ad assicurare, la sopravvivenza dell’identità stessa. Quanti centri storici, quanti beni artistici,quanti “campanili” sono nel degrado o fatiscenti proprio dal punto di vista fisico per la mancanza di risorse finanziarie.

Quanti giovani non possono assicurare la perennità proprio dell’identità perché costretti a migrare in cerca di lavoro e dello “stato di benessere”, Il Welfare è, oggi, il principale fattore costitutivo di una comunità, in un determinato territorio “organizzato”, con una popolazione che soddisfa bisogni economico/sociali e accede a nuove opportunità. È questa, mi sembra, la definizione in chiave moderna di “Comune”.

Che cosa sarebbe una comunità senza scuole, asili, assistenza, sanità, sicurezza; senza beni artistici e culturali, verde pubblico, spazi ricreativi e strutture sportive; senza infrastrutture produttive, reti dell’energia e dei servizi; senza opportunità di lavoro e di reddito? Non sarebbe certamente una comunità, così come non potrebbe continuarlo a essere quella che perde o soltanto non garantisce più i suddetti fattori del Welfare. Pertanto riteniamo inevitabile l’impegno politico di chi governa ed ilcoinvolgimento attivo della prolazione tutta ,a far si che ciò avvenga .

Consigliere, capo Gruppo Stefano Bigoni Consigliere, Luigi Calabrese


27.9.18