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MANCANO 10 GIORNI AL REFERENDUM SULLA FUSIONE TRA RO E BERRA E GLI ANIMI SI SCALDANO...
 


 
Berra. Mancano 10 giorni alla votazione referendaria sulla fusione dei Comuni di Berra e Ro. Gli spazi dedicati alla pubblicità iniziano a riempirsi. Tra questi c'è un manifesto che invita a votare NO alla fusione tra i comuni di Berra e Ro che ha fatto arrabbiare il consigliere di Berra Stefano Bigoni.

"Quando ho visto il manifesto con i simboli di Interesse Comune e Lega sono rimasto allibito. La coerenza del capogruppo Grandi è indescrivibile. Alle ultime amministrative ha rifiutato la lista unica con noi della Lega Nord perché non voleva nessun emblema politico sul simbolo, dando di fatto il via libera al PD di vincere le elezioni.

Ora ed in virtù di un opportunismo si allea con la Lega. Ora invita a sconfiggere questa maggioranza con un NO alla fusione. Tutto assurdo. Ne aveva l'occasione anni fa per sconfiggere questa sinistra e l’ha rifiutata ed ora cerca di sconfiggerla con un referendum. Ora non stiamo parlando di elezioni amministrative ma di referendum, di una opportunità per il nostro territorio di portare a casa risorse economiche, necessarie per poter governare nei prossimi anni. Non è adesso che si sconfigge questo governo locale; la vera battaglia politica si fa con le elezioni amministrative, che ci saranno il prossimo anno”.

Convinto delle proprie scelte Bigoni incalza nuovamente gli ex colleghi Leghisti. “Vogliono farci credere che lavorano per il territorio quando non lo conoscono. Queste persone provengono da altre realtà, diverse dalla nostra, non sono persone del luogo e quindi non hanno conoscenza dei nostri problemi e anche dopo le elezioni non di preoccuperanno certo dei problemi del nostro territorio".

Bigoni conclude: ”Non è questa la tornata elettorale giusta per mandare a casa la sinistra ma questa è l’occasione per attirare risorse. Io spero che gli elettori lo capiscano e non si lascino convincere da false promesse, che nulla hanno a che vedere con il governare il nostro comune. Spero invece che si facciano scelte giuste quando sarà ora di decidere chi dovrà amministrare le risorse economiche”.

(d.m.b.)


27.9.18