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BERRA, INDETTO IL REFERENDUM TRA RO E BERRA PER LA FUSIONE. CI SARA' DOMENICA 7 OTTOBRE 2018
 


 

Berra. E’ indetto per il giorno di DOMENICA 7 OTTOBRE 2018 il referendum consultivo relativo al progetto di legge “Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei Comuni di Berra e Ro nella Provincia di Ferrara

Sono chiamati al referendum gli elettori dei Comuni di Berra e Ro nella Provincia di Ferrara, per tali intendendosi coloro che, in base alla vigente disciplina statale, godono del diritto di elettorato attivo per le elezioQni amministrati e comunali;

I quesiti referendari sono così formulati:

1) Volete voi che i Comuni di Berra e Ro nella Provincia di Ferrara siano unificati in un unico Comune mediante fusione?
2) Con quale dei seguenti nomi volete sia denominato il nuovo Comune?
a) Riva del Po
b) Lavezzola

Questo è il post pubblicato dal vicesindaco di Berra Filippo Barbieri sul suo profilo Facebook e condiviso dal consigliere di opposizione Stefano Bigoni.

Si è così scatenato il dibattito. È evidente che leggendo i commenti e ascoltando la gente la situazione non è molto chiara. Ma a fare confusione tra la gente è la legge stessa che regolamenta questo Referendum.

Prima di tutto bisogna precisare che siamo di fronte ad un Referendum Consultivo: lo dice la parola stessa che si tratta di una consultazione. Saranno quindi le due amministrazioni a decidere sul da farsi anche se hanno già più volte affermato che non andranno mai a stravolgere l'esito delle urne.

Seconda cosa, sicuramente più importante, per ora si vota SOLAMENTE la FUSIONE ed il nome del neonato COMUNE, nome da scegliere tra i due già più volte ribaditi.

Tutto il resto solamente chiacchiere o campagna elettorale. Infatti sarà o spetterà al nuovo governo locale prendere iniziative e decisioni su come spendere e investire i contributi che arriveranno.

Tanto per fare un esempio. L'attuale gruppo di governo locale ha già detto che i servizi in seno all'Unione non sono in discussione, anzi verranno migliorati e potenziati.

L'ex Lega Nord (Bigoni Stefano) ha detto che i servizi in capo all'Unione verranno rivalutati e lasciati all'Unione solo quelli che portano vantaggi. Entrambi i gruppi vogliono la fusione ma in caso di vittoria elettorale amministrativa avranno modi diversi di agire. E così funzionerà per tutto il resto. A partire dagli impiegati, passando per i servizi e finendo con gli operai.

I promotori del SI e del NO mettono sulla bilancia diverse motivazioni, tutte valide e condivisibili, ma tralasciando questi aspetti fondamentali. Se la legge sulla fusione avesse permesso contestualmente di fare "campagna elettorale" molte cose si sarebbero semplificate e gli elettori avrebbero avuto una scelta referendaria più consapevole e sicura.

 Ma questa è la legge e quindi ci di deve adattare. Ultima cosa: lo studio di fattibilità. Fatto in fretta. Tralasciate molte cose. Letto da persone che non conoscono la realtà dell'altro comune. E molto altro ancora. Comunque vale la pena leggerlo perché di sicuro qualcosa insegna.


2.9.18