Serravalle e dintorni...

- OTTOBRE CULTURALE -
TERZA SERATA - IL 90° ANNIVERSARIO DELL'INAUGURAZIONE DELLA FACCIATA DELLA CHIESA PARROCCHIALE SPIEGATO DAL PROF. RAMINELLI
- VENERDI' 26 OTTOBRE 2018 -


 

 

 

 

 
Serravalle. In occasione dell’Ottobre Culturale Serravalle venerdì 26 ottobre si è svolta una serata dedicata al 90° anniversario dell'inaugurazione della facciata della chiesa dedicata al Patrono San Francesco d’Assisi.

Il dottor Giovanni Raminelli, scrittore, ricercatore storico, saggista Serravallese ha percorso la vicenda storica, con aneddoti e particolari, che ha portato al rifacimento della facciata, non mancando qualche spettegolezzo. Interesse e attenzione da parte dei partecipanti, che al termine hanno fatto anche qualche domanda al professor Raminelli.

“La facciata della chiesa di Serravalle – ha spiegato Raminelli - definita da alcuni esperti di stile lombardo, è stata inaugurata nel1928 a seguito di lavori che dovevano concluderne definitivamente l’abbellimento dopo la ricostruzione del1926”.

Poi entra nello specifico: ”In quegli anni il comune di Berra aveva in animo di ricavare in quella che è ora la piazzetta Ticchioni un parco della rimembranza, con un monumento ai caduti. L’ingente spesa induceva l’amministrazione da anni a tergiversare nell’assumere la decisione senza arrivare ad una conclusione della vicenda. Fu colta, così, l’occasione di dare un contributo al parroco-abate don Minguzzi al fine di dotare di due lapidi la facciata che, per l’occasione sarebbe stata interamente rifatta”.

Durante l’esposizione il professor Raminelli è entrato nei particolari, alcuni dei quali riconosciuti da molti ma altri appresi durante la sua relazione. La serata è stata impreziosita, oltre che alla visione di cartelloni appositamente preparati per l’occasione, pure sulla spiegazione di documenti, alcuni inediti, e sulla proiezione di immagini dell’epoca.

Interessanti le annotazioni su alcuni personaggi che hanno dato vita all'iniziativa in quel frangente degli anni '20 del Novecento, e all'intreccio tra autorità laiche e religiose, alla vigilia dei Patti Lateranensi.

(d.m.b.)

Articolo pubblicato martedì 12 giugno 1928 sul giornale “CORRIERE PADANO”.

LA SOLENNE INAUGURAZIONE DEL MONUMENTO AI CADUTI DI SERRAVALLE

SERRAVALLE. A distanza di 10 anni dalla fine della guerra, Serravalle ha domenica scorsa inaugurato solennemente il monumento ai gloriosi caduti della guerra Nazionale dedicandovi la facciata di questa Chiesa Parrocchiale artisticamente ideata e progettata dall’Ingegnere Emilio Baruzzi.

Numerosi gli intervenuti tra i quali notiamo: comm. Umberto Klinger, comm. Avv.Ravenna, Podestà del Comune di Ferrara; on. Alberto Verdi; cav. Bettarini in rappresentanza di S.E. il Prefetto della Provincia; il cav. Michelini, Console Comandante la 77^ Legione con un numeroso stuolo di sottufficiali; Monsignor Campi, Cappellano della Milizia; il Podestà del Comune di Berra, comm. Spisani; quelli dei Comuni di Codigoro, Ariano, Papozze, Ro Ferrarese; i segreterai Politici dei Fascivicini e le rappresentanze dei Sindacati Operai di molti Comuni; la Nobil Donna Antonietta Pinghini, Presidentessa della Federazione Madri e Vedove; don Venturi, Cappellano della Legione di Adria; l’avv. Abbove e molti altri dei quali ci sfugge il nome.

Il Comitato locale presieduto dal Delegato del Podestà Ferruccio Pivanti ha magnificamente organizzata la cerimonia riuscita veramente degna dello scopo. Tutti gli intervenuti accolti dal Segretario Politico Vigorelli Antonio e dagli altri Membri del Direttorio vengono ricevuti nella locale Sede del Fascio da dove alle ore 16 si dirigono verso la Chiesa attraversando due fitte ali di popolo arginato da due Centurie della Milizia della Terza Coorte al Comando del Centurione Sgobbi Luciano.

La bambina Zulema Biolca con acconce parole porge all’Onorevole Verdi un mazzo di fiori ed un fascio di spighe perché voglia porre i fiori ai piedi della lapide dei caduti e far giungere invece il fascio di spighe fino al Duce quale testimonianza e prova che anche quaggiù silenziosamente ed operosamente si seguono i suoi dettami e si produce per il benessere e la grandezza della nostra Patria.

Visibilmente commosso l’on. Verdi abbraccia la bimba. Intanto Monsignor Campi indossati i paramenti sacri benedice la facciata della Chiesa e le lapidi che ricordano i caduti, poi con una smagliante oratoria rievoca il sacrificio dei morti ed il dolore dei vivi che nella cerimonia odierna deve trovare il naturale sollievo.

La signora Pinghini intanto aveva scoperte le due lapidi recanti i nomi dei morti. Il Presidente del Comitato Ferruccio Pivanti comunica la adesione di quanti non hanno potuto partecipare all’odierna cerimonia e brevemente riepilogata l’opera del Comitato dice tutta la propria soddisfazione per l’opera compiuta. Il Podestà del Comune Comm. Sinesio Spisani dopo un elevatissimo e magnifico discorso elogia l’azione di quanti hanno cooperato all’opera che oggi si inaugura e ricorda particolarmente la abnegazione spiegata dal molto reverendo Parroco Don Giuseppe Minguzzi, dall’ing. Emilio Baruzzi progettista geniale e degli altri esecutori materiali.

Conclude ricordando che se domenica scorsa venne solennemente celebrata la festa dello Statuto patto di alleanza di popolo e Monarchia colla festa di oggi si celebra un altro patto ugualmente importante fra la popolazione ed il Regime.

La Presidentessa della Federazione provinciale Madri e Vedove dei Caduti signora Antonietta Pinghini particolarmente indirizzandosi alle Madri e Vedove ed agli Orfani dei caduti ricorda il dolore che la dipartita dei loro cari travaglia il loro animo, dolore però che viene lenito dalla gioia di sapere che i loro cari non morirono invano anche per la volontà dell’Uomo che oggi regge le sorti d’Italia ed al quale rinnova la promessa di devozione.

L’Onorevole Alberto Verdi ringrazia i camerati di Serravalle per la gentile offerta fattagli per mezzo della bambina Zulema; dice di sentire la grave responsabilità di parlare in vece dell’on. Balbo trattenuto a Roma da impegni di Governo. Elogia la forma delle onoranze dei Caduti della Grande Guerra che vengono, così, ad essere accomunati ai Santi perché santi sono i nostri morti per la forma del martirio che loro subirono e per la bellezza del sacrificio loro; sacrificio fecondo di bellezza in quanto da esso sorse l’idea nuova che è stata luce e splendore per la Patria.

Il loro sacrificio, dice l’on. Verdi, non potrà essere cancellato né dalla storia né dalle bieche ore passate in cui parve che tutto dovesse tornare nell’ombra, in cui parve la profanazione del dolore delle madri, delle vedove e degli orfani, fosse cosa possibile e su cui si potesse speculare. Ma la Rivoluzione Fascista sopraggiunta fece risorgere il rispetto per il culto dei grandi Morti i cui nomi oggi voi offrite al sole.

Esorta i camerati di Serravalle a perdurare nelle opere e nei loro sani sentimenti di devozione e di disciplina al Duce della Italia nuova e conclude inneggiando alla nuova fortuna della Patria.

Alla fine della cerimonia viene offerto dal Comitato un rinfresco dopo il quale i convenuti presero congedo in mezzo ad entusiastici alalà ed evviva. Durante lo svolgimento della cerimonia ha prestato servizio la Banda di Tresigallo.

Per tutta la serata nel paese sfarzosamente illuminato ed addobbato perdurò entusiasmo ed animazione.


27.10.18