Serravalle e dintorni...

RACCOLTA RIFIUTI... E' ORA DI CAMBIARE
- Di Leonardo Peverati -
 


 

….E spero anch’io che stavolta sia veramente la volta buona per rimettere in discussione la raccolta dei rifiuti in questo comune, in questo territorio, in questa parte della provincia.

Sono trascorsi ormai trent’anni da quando, se vi ricordate, buttavamo tutto in un “unico cassone” di ferro.
Venne il tempo dei “tre cassonetti” con una “differenziata” che, sia pur parziale, già cominciò ad inculcare nella gente l’idea che a fronte di un impegno, al tempo non gravoso, potevamo ottenere benefici sia economici sulle bollette, ma soprattutto di particolare importanza sulla questione dell’inquinamento ambientale.

Prima presa in giro: il più delle volte, per la raccolta, passava un solo mezzo e lo spettacolo del camion che caricava tutti e tre i cassonetti (i baldùn dal paciug), mandando in quel posto l’impegno di chi si prendeva la briga di differenziare, stava fra il ridicolo e l’allucinante.

E mentre le bollette continuavano a salire, i bilanci di AREA, questo era il nome fino a non tanto tempo fa di chi gestiva il servizio, sembravano in ordine.

Non so esattamente quando fu che, all’improvviso, i consigli comunali e gli amministratori dei comuni consociati, dovettero affrontare il deficit dell’azienda: un buco nel bilancio di oltre due milioni di euro.

Nei meandri dei bilanci, che probabilmente nemmeno chi li approvava in assemblea ben capiva e per decisioni di Investimenti assurdi, dei quali non s’è mai saputo esattamente di chi fosse la responsabilità, si annidò un debito intollerabile.

Tutti assolti coloro che per questi eventi furono inquisiti.

Gli investimenti sbagliati, uno fra tutti quello in cui AREA entrò in partecipate estere per lo smaltimento dei rifiuti, portarono il Comune di Berra ad avere nell’elenco delle partecipate societarie, per la sola questione rifiuti, questa situazione al 31/12/2014…..


il che è tutto dire: un AREA in liquidazione, una Terre e Acque per attività di consulenza e, dulcis in fundo la già menzionata estera ADK, con sede a Dakar, di proprietà AREA a 100%.

Voi capite bene che districarsi in così simili situazioni non è cosa facile.

E non fu cosa facile, anzi si rivelò impossibile, quando AREA presentò il piano investimenti per attrezzarsi degli impianti per lo smaltimento e recupero dei rifiuti, dando vita alla raccolta differenziata spinta fino al porta a porta. La grande spesa di personale e di mezzi per praticarla, senza avere appunto gli impianti per il riciclo di quanto raccolto, a fatto si che il debito aumentasse nonostante l’aumento delle tariffe. Non ho conoscenza del pregresso.

Promesse mai mantenute, aree ecologiche mai fatte dalle nostre parti, servizio scadente, non adatto in alcun modo per zone come le nostre, fanno si che il malcontento generale sia a livelli altissimi.

Le tariffe, se confrontate con quelle di Hera o con quelle del vicino Veneto, non tengono il confronto.

La fusione con una parte di CVM che ha dato vita a CLARA, qualche mese fa, non ha di certo migliorato la situazione. Fonti giornalistiche danno un passivo di bilancio in aumento rispetto a quello della sola AREA. Ciò nonostante si continua a pensare addirittura ad investimenti costosissimi di contenitori con badge per pesare il rifiuto non riciclabile. Assurdo a mio avviso se si pensa a quanto sopra esposto.

Non si condanna nessuno, credo non si voglia mettere in galera nessuno se si chiede di “CAMBIARE MARCIA” !!

E’ ora, perché deve essere possibile governare eliminando la solita infausta frase: “MA ABBIAMO SEMPRE FATTO COSI’”….

Bene, se abbiamo sempre fatto così, adesso facciamo in un altro modo che è ora!!!!

Leonardo Peverati - 7 Agosto 2019


7.8.19